Multimedia Agency - WIPsrl
Nata nel 2000 come web agency, oggi la Wipsrl è un centro di servizi
informatici e pubblicitari, specializzata nei diversi campi della comunicazione globale.
L’obiettivo della Wip è di usare creativamente l’innovazione tecnologica per costruire infrastrutture IT più leggere, flessibili ed efficaci, e dare un valido supporto ai nostri clienti, massimizzando i loro investimenti e semplificando la gestione del loro business.
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martedì 8 gennaio 2013
WIPsrl - Web Innovation Program
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martedì 4 dicembre 2012
Scarica i tuoi video preferiti con Scaricatore Video Pro
Scaricatore Video Pro è una nuova
applicazione disponibile su Apple Store il 26 Novembre, la settimana scorsa.
Con questa applicazione potrete scaricare e riprodurre tutti i filmati che trovate
sparsi nel web, direttamente dal nostro iPhone e iPad.
Scaricatore Video Pro è in grado di
eseguire il download e la riproduzione dei seguenti formati: Flv (flash
video), wmv , mpeg, mpeg1, mpeg2, mpeg4, 3gp, sf, avi, divx, dv, gxf, m2p,
m2ts, m2v, m4v, mkv(non-hd), moov, mov, mp4, mpg, mpv, mt2s, mts, mxf, ogm,
ogv, ps, qt, ts, vob, webm, wm.
Per eseguire il download del
contenuto è sufficiente eseguire una pressione prolungata sullo schermo.
Tra le funzioni dell’applicazione
troviamo:
- un browser web per la ricerca dei contenuti e la
navigazione
- segnalibri
- download in background
- supporto ad Air-Play per inviare i contenuti su
Apple TV
- file Manager
Scaricatore Video Pro è in
grado di scaricare interi film sul nostro iPhone o iPad e di avviarne lo
streaming anche offline, lo trovate disponibile al download su Apple Store a 0,89 cent.
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Facebook vuole comprare whatsapp
Il colosso dei social network, secondo
voci indiscrete, sta pensando di portarsi a casa Whatsapp, l’app di instant
messangere per inviare gratuitamente messaggi, foto e video.
Questa mossa non potrebbe fare altro che
migliorare la posizione del social network sul mercato mobile.
Questa scelta non è un caso, infatti
solo su Google Play l’app è stata scaricata gratuitamente da quasi due milioni
di persone, mentre su Apple Store ha un costo irrisorio di 0,89 cent. Gli oltre
10 milioni di messaggi inviati
giornalmente lasciano intuire che in molti abbiano preferito spenderli per
acquistare quest’applicazione piuttosto che pagare ogni volta gli sms.
L’idea dell’acquisizione arriva dopo il
traguardo del miliardo di utenti attivi sul social network che punta sempre di
più a raggiungerne altrettanti puntando al settore della telefonia. Già con
l’acquisto di Instagram un passo era stato fatto.
Quello che rimane da capire è se i
fondatori di WhatsApp - Brian Acton e Jan Koum - sono disposti a scendere
a compromessi: in più occasioni, è stato specificato come gli annunci
pubblicitari siano fuori discussione. Entrambi ex dipendenti di Yahoo, sono
assolutamente contro i banner, così come non apprezzano chi vende al primo
offerente il proprio prodotto. Mark Zuckerberg, invece, è dell’opinione
opposta. Come andrà a finire? Staremo a vedere.
venerdì 23 novembre 2012
Take Action: Google contro la censura in rete e le tasse agli over the top
Dal 3 al 14 dicembre, si terrà a Dubai il World Conference on International
Telecommunications (WCIT 2012), appuntamento
importante in cui si gioca il destino della rete.
Stavolta, il rischio è
che l’International Telecommunication Union (l’ITU,
l’organismo per le telecomunicazioni dell’ONU) decida di arrogarsi diritti di
controllo sui sistemi basilari per il funzionamento del World Wide Web e degli
altri servizi TCP/IP che ora sono in mano ad altre organizzazioni (es. ICANN)
prevalentemente influenzate dalla politica statunitense.
Molti i parlamentari che si sono mobilitati
contro questa ipotesi e lo stesso Google, che ha lanciato un appello agli
utenti della rete per coalizzarsi contro quello che viene descritto come un
tentativo di mettere le mani sul controllo della rete telematica mondiale da
parte dell’ONU e relativi paesi membri.
Lo slogan coniato per l’occasione è: “Una
rete libera e aperta per un mondo libero e aperto”.
Altro argomento importante della WCIT 2012
è quello della tassazione degli operatori “Over the Top”, cioè i colossi dei
contenuti digitali che viaggiano sulle reti mobili come Google, Facebook o
Apple. In questa battaglia si sono schierate da un lato le società di
telecomunicazione e dall’altro i content provider. L’obiettivo è ottenere una
parte degli introiti generati dal traffico dati (per il download e l’upload di
video, app e altro) che viaggia sulle infrastrutture dei carrier telefonici.
Altri argomenti in discussione a Dubai
saranno la censura dei contenuti online, che alcuni Stati voglio richiedere
come diritto.
“Take action”, cioè prendete l’iniziativa è il video dell’appello
lanciato da Google.
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lunedì 5 novembre 2012
Facebook verrà distrutto: bufala o realtà?
Nell’anniversario dell’attacco al Parlamento britannico da parte del ribelle inglese Guy Faweks
nel 1605 per protesta contro la repressione neo-cattolica, il gruppo di “hacktivisti”
Anonymous, ha lanciato una serie di attacchi.
![]() |
| Guy Faweks |
Questa
volta ad essere preso di mira è Pay Pal, il diffusissimo sistema di pagamenti
online, utilizzato da mezzo mondo, che nelle ultime ore è stato hackerato e
derubato della lista di login di 28mila utenti.
La
notizia ufficiale è stata pubblicato dall’account Twitter di Anonymous Press,
accompagnato da una lista di nomi, cognomi e-mail, password e addirittura
numeri di telefono.
Tra i bersagli
di Anonymous figurano anche la Symantec, produttrice del celebre antivirus
Norton, il sito della NBC, Imageshack e Zynga, produttore di videogame online, come
Farmville e Cityville con centinaia di utenti attivi su Facebook. La scelta di
Anonymous è relativa alla decisione di Zynga di effettuare una serie di tagli
al personale, sacrificio necessario per rilanciare l’azienda che dallo scorso
dicembre ha perso in Borsa il 75% del suo valore; anche se nei giorni scorsi la
stessa Zynga ha ammesso di avere a disposizione riserve monetarie per 1,6
miliardi di dollari, ed è per questo che gli hacktivisti si chiedono perché non
utilizzare queste riserve invece di mandare a casa tanti lavoratori?
A tal
proposito Anonymous torna a minacciare di mettere offline Facebook, come fece tempo
fa, proprio perché accusata di spalleggiare Zynga.
Bluff o
no, conviene comunque effettuare un salvataggio dei dati nel frattempo non
resta che aspettare.
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Call of Duty: in attesa del gioco prova Zombify Me e assapora le nuove atmosfere di gioco
Novità per gli appassionati di Call of Duty,
uno dei più grandi successi video ludici di sempre: videogame che col tempo ha
permesso ai suoi utenti di appassionarsi alle vicende belliche raccontate in
ogni episodio offrendo esperienze di gioco spettacolari, ricche di azione che
anche grazie all'introduzione di un comparto multiplayer molto curato e ricco
di modalità di gioco ancora più sensazionale rispetto alle serie passate.
Il nuovo episodio come descritto in un nostro precedente articolo, denominato Call of Duty: Black Ops 2, il team di sviluppo Treyharc si
è occupato di dare vita a qualcosa di interessante, ambientato in un futuro
prossimo nel quale un gruppo terroristico è entrato in possesso dei codici di
attivazione delle tecnologie belliche di alcune delle superpotenze militari più
grandi al mondo.
![]() |
| Call of Duty: Black Ops II |
In attesa del nuovo episodio,e per offrire un assaggio delle nuove atmosfere di gioco, Activision e Game Stop Italia hanno lanciato a su
Facebook l'applicazione Zombify Me, creata per promuovere la modalità zombie
presente in questa nuova iterazione.
L’applicazione consentirà agli utenti di pubblicare
una propria foto e, attraverso strumenti di modifica che permettono di aggiungere
sangue, ferite, cicatrici e consentirà di vedere il processo di trasformazione
in zombie del proprio volto.
Qualcosa di divertente che permetterà di farsi una idea di ciò che troveremo all'interno del gioco, che come ricordiamo uscirà in Italia il prossimo 13 novembre.
Qualcosa di divertente che permetterà di farsi una idea di ciò che troveremo all'interno del gioco, che come ricordiamo uscirà in Italia il prossimo 13 novembre.
venerdì 2 novembre 2012
Apple rilascia il nuovo aggiornamento iOS 6.1
Ad un
mese dall’uscita dell’iPhone 5, gli sviluppatori Apple hanno rilasciato le
versioni iOS 6.0.1 e 6.1 in beta; la prima release è un upgrade della 6.0 e
sarà resa disponibile come aggiornamento per tutti coloro che possiedono un
device compatibile.
Mentre
per la 6.1, per quest’ultima non avendo ancora raggiunto stabilità verrà
introdotta nel circuito per i test e il debugging nel quale sono coinvolti
soltanto alcuni utenti appositamente selezionati.
La
release 6.0.1 è stata effettuata per migliorare le prestazioni dell’iPhone 5:
soprattutto in quest’ultimo, l’aggiornamento 6.0 rendeva la tastiera virtuale
di difficile utilizzo, ed erano stati riscontrati problemi nella gestione del
modulo WI-FI e negli aggiornamenti on the air. A tal proposito è stato
introdotto uno strumento collaborativo, ossia un pulsante grazie al quale gli
utilizzatori potranno fare delle segnalazioni ad Apple ad esempio,
relativamente ad errori contenuti nelle mappe.
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Controllare l'illuminazione domestica mentre siete fuori casa? Oggi è possibile con Philips Hue
Avreste
mai immaginato di poter controllare l’illuminazione della vostra casa
direttamente dal telefonino o dal vostro tablet?
Oggi è
possibile grazie a Philips Hue, un
sistema di illuminazione domestica a LED controllabile direttamente dal vostro
iPhone, iPod Touch o iPad attraverso un’app disponibile su Apple Store.
Con
Philips Hue potrete controllare non solo l’accensione e lo spegnimento, ma vi
dà anche la possibilità di creare nuovi colori da abbinare ai colori della
vostra casa, del vostro arredamento o ai colori del cielo.
Attraverso
quest’applicazione, sarà inoltre possibile programmare un timer che gestirà per
noi la routine quotidiana, sarà possibile regolare la tonalità, salvare gli
effetti luminosi preferiti per utilizzarli successivamente.
E non
finisce qui, l’app presenta una funzione denominata LightRecipes con 4 programmi
pre-impostati, sulla base di studi effettuati da ricercatori, per aiutare a
rilassarsi, per conciliare il sonno, per leggere o funzionare da energizzante.
Philips
Hue è disponibile in tutti gli Apple Store: un kit base di 3 lampadine a LED al
costo di 199 euro, prezzo che potrebbe sembrare elevato, ma Philips sostiene
che si ammortizza col tempo perché la durata media garantita di ogni lampadina
è di 15 anni.
Ecco a voi il video di presentazione del prodotto
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mercoledì 31 ottobre 2012
myBAND
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Novità dal mondo Apple per chi acquista e chi sviluppa applicazioni
Apple ha iniziato a modificare i
prezzi delle app portandoli da un costo base di 0.79 € a 0,89 € per ogni app
distribuita ai clienti di iPhone, iPad e i Pod Touch.
I nuovi prezzi minimi saranno
visibili già dalle prossime ore, in più saranno aumentate le commissioni agli
sviluppatori di app che passeranno dal 30% al 40%, in alcuni casi questa
percentuale verrà anche arrotondata al 41%.
Il motivo di tale cambiamento è
da ricercarsi nella crisi che sta investendo l’eurzona: l’euro non è forte come
un fa, automaticamente i tassi di cambio sono cambiati in maniera
significativa, da non dimenticare anche che l’IVA, in alcuni paesi come Italia
e Olanda, è passata dal 20% al 21%.
In definitiva, i nuovi
cambiamenti in casa di Cupertino faranno sì che la clientela paghi un po’ di
più per ogni contenuto acquistato in App Store, e che gli sviluppatori
guadagnino leggermente meno dalle vendite delle loro applicazioni.
Apple ha
inoltre introdotto nello shop virtuale altre valute, quali i rubli russi, rupie
indiane, lire turche ed altre, quando prima gli utenti dovevano effettuare gli
acquisti pagando il corrispettivo in dollari.
Tale rincaro non dovrebbe
compromettere in alcun modo l’ormai incessante downloading di applicazioni, che
a partire dalle varie piattaforme risulta essere un fenomeno non solo
consolidato, ma in continua espansione, come confermano le varie ricerche che
analizzano i trend de settore mobile.
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martedì 30 ottobre 2012
Badabing: app che va a caccia di foto sexy sui profili Facebook
Doveva essere una semplice applicazione attraverso cui poter creare
e condividere album fotografici, in realtà si è rivelato uno strumento che
favorisce la pornografia e la pedopornografia.
L’app in questione, in vendita su Apple Store al costo di €1.79, si chiama Badabing e scandaglia i profili Facebook alla ricerca di foto sexy dei propri amici, mettendole ben in evidenza.
L’applicazione non è illegale, attualmente è disponibile solo su
iPhone, ma presto gli sviluppatori potrebbero lanciarla anche su altre
piattaforme.
Un paio di settimane fa l’organizzazione Watch Foundation,
organizzazione mondiale che si occupa di sicurezza in rete, aveva lanciato l’allarme:
i siti pornografici rubano l’88% di fotografie in pose osè che, soprattutto gli
adolescenti, postano su internet e sui social network.
L’app in questione, in vendita su Apple Store al costo di €1.79, si chiama Badabing e scandaglia i profili Facebook alla ricerca di foto sexy dei propri amici, mettendole ben in evidenza.
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| Screenshot di Badabing |
La Watch Foundation ha lanciato un nuovo allarme, a seguito di
numerose denunce pervenute da alcune ragazzine, adolescenti e giovani donne che
dopo aver postato foto che volevano essere esplicitamente seducenti, hanno
trovato queste foto pubblicate su molti siti pornografici.
Secondo l’organizzazione, Badabing può essere una minaccia per
numerosi minorenni, infatti, sono state prelevate foto di migliaia di ragazzine
minori di 16 anni.
Dal canto suo, Badabing si difende sostenendo che non c’è
nessuna violazione della privacy in quanto le fotografie sono quelle visibili
da un qualsiasi account Facebook.
giovedì 18 ottobre 2012
Waze contro il caro benzina
Tutti i possessori di
smartphone dovrebbero conoscere l’applicazione Waze, capace di trasformare il
proprio telefonino in un navigatore dal funzionamento “social”, consentendo
agli utenti che lo hanno installato di condividere informazioni e segnalazioni
in tempo reale sul traffico e percorsi di navigazione. La nuova funzione dell’App
consente agli utenti di segnalare il prezzo di vendita dei carburanti di oltre
18.000 distributori sparsi sul territorio italiano, ed offrire così agli altri
automobilisti la possibilità di scegliere il distributore più conveniente.

D’altronde dietro questa scelta vi è un’accurata ricerca commissionata da Waze ed effettuata con la collaborazione della società Art, condotta su un campione di 500 persone residenti vicino a grandi centri urbani, emerge un dato significativo sul comportamento degli italiani riguardo il caro benzina: il 65.6% degli intervistati ha risposto che da quando la benzina è aumentata a dismisura ha cambiato le proprie abitudini completamente o in parte. Nel dettaglio, il 35.4% ha affermato di aver eliminato gli spostamenti in auto ‘non obbligatori', mentre il 23.4% ha addirittura sostituito l'uso dell'auto con i trasporti pubblici. Infine, c’è un 6.4% che sta già pensando di sbarazzarsi della propria auto e un 5.2% che, invece, pensa di sostituirla con una vettura più parsimoniosa e dai costi di manutenzione minori.
La
mossa sembra molto astuta, la corsa al risparmio può essere una valida spinta
verso l’interazione utente-utente, stimolando quindi la community di Waze ad
aggiornare i prezzi dei carburanti. Con il continuo aumento dei prezzi dei
carburanti, trovare quei pochi distributori che riescono a tenere prezzi
decenti può davvero far risparmiare diversi euro.
D’altronde dietro questa scelta vi è un’accurata ricerca commissionata da Waze ed effettuata con la collaborazione della società Art, condotta su un campione di 500 persone residenti vicino a grandi centri urbani, emerge un dato significativo sul comportamento degli italiani riguardo il caro benzina: il 65.6% degli intervistati ha risposto che da quando la benzina è aumentata a dismisura ha cambiato le proprie abitudini completamente o in parte. Nel dettaglio, il 35.4% ha affermato di aver eliminato gli spostamenti in auto ‘non obbligatori', mentre il 23.4% ha addirittura sostituito l'uso dell'auto con i trasporti pubblici. Infine, c’è un 6.4% che sta già pensando di sbarazzarsi della propria auto e un 5.2% che, invece, pensa di sostituirla con una vettura più parsimoniosa e dai costi di manutenzione minori.
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venerdì 12 ottobre 2012
Perchè creare un app?
Oggi il mercato degli
smartphone e dei tablet ha rivoluzionato la comunicazione e le opportunità di
business. Realizzare un'applicazione per la propria azienda o per
un prodotto vuol dire aprirsi a un mercato mondiale e a nuovi
target.
WIP S.r.l. ti dà la possibilità di realizzare la tua app personalizzata per Apple e Android: il sito trasferito
sull’iPhone, iPad o tablet - la geolocalizzazione e le mappe.
Perché scegliere un app?
1) Un’ App può generare fidelizzazione intorno al
proprio brand. Un’app potenzialmente può fungere da veicolo per la diffusione
di news e materiali (fotografici, video) legati alla vostra azienda o al vostro
marchio. Per molti utenti si potrebbe anche trattare di un’ottima occasione per
conoscervi: l’applicazione, quindi, servirebbe a creare awareness e generare un
primo contatto con i vostri clienti.
2) Un’App può fungere anche da canale
supplementare di vendita in almeno due sensi: potrete offrire dei contenuti
premium acquistabili all’interno dell’applicazione stessa o usare l’app come
mezzo per l’e-commerce dei vostri articoli.
3) Un’App mobile per il proprio business può diventare un fattore
competitivo rilevante, in particolare quando contribuisce a dare un’immagine
innovativa al vostro marchio. E’ importante comprendere che la realizzazione di
un’App è parte di una più ampia strategia di marketing: la sua comunicazione e
il suo ciclo di vita dipendono fortemente anche dalla sua “utilità”.
Molti sono i fattori di successo delle applicazioni:
·
Interattività e multimedialità
·
Completezza ed aggiornamento delle informazioni
·
Possibilità
di fruizione anche senza
connessione
·
Possibile integrazione con DataBase aziendali
·
Sfruttare potenziale dato dalle geolocalizzazione
·
Configurazione in
tempo reale di documentazione ed informazione commerciale
·
Aggiornamento dati che
prevede costi e procedure di update fortemente competitivi rispetto ai classici
supporti cartacei
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mercoledì 10 ottobre 2012
Arriva MegaDroid per proteggere le reti dei portatili
E’ soprannominato MegaDroid ed è un progetto nato per migliorare la sicurezza e l’affidabilità di smartphone, tablet, computer portatili e tutti quei dispositivi connessi alla rete, potenzialmente soggetti al rischio di intrusioni informatiche o a interruzioni del servizio. I ricercatori del Sandia National Laboratories, a Livermore, in California hanno collegato tra loro 300.000 dispositivi portatili virtuali dotati del sistema operativo Android di Google, allo scopo studiare le reti smartphone su larga scala. Il progetto punta a realizzare un programma che consenta alla comunità informatica di modellare ambienti simili e studiare i comportamenti della rete. “Uno strumento – spiegano i ricercatori – che consentirà di proteggere al meglio i dispositivi palmari dai malintenzionati”. La sperimentazione si basa sul successo di un lavoro precedente, in cui i ricercatori avevano studiato dei computer virtuali dotati dei sistemi operativi Linux e Windows. “Gli smartphone sono ormai ovunque e vengono utilizzati al pari dei dispositivi elettronici più comuni, come i computer fissi e quelli portatili”, afferma David Fritz, dei Sandia National Laboratories. “Ma, anche se sono un facile bersaglio, nessuno sembra averli studiati su scale come quelle che stiamo osservando”, aggiunge.“Questo network virtuale Android è accuratamente isolato da altre reti del laboratorio o del mondo esterno, ma può essere realizzato in un ambiente di calcolo realistico”, spiega un altro autore della ricerca, John Floren. “Questo ambiente – osserva – potrebbe includere un servizio di dominio (DNS), una chat istantanea, un server web e diverse sottoreti”. Un elemento chiave del progetto è il sistema “parodia” del posizionamento globale (GPS). Gli studiosi hanno, infatti, simulato i dati GPS di un utente smartphone in ambiente urbano, fattore fondamentale in quanto le funzioni Bluetooth e Wi-Fi sono altamente dipendenti dalla posizione fisica e potrebbero facilmente essere controllati e manipolati da malintenzionati. MegaDroid è un punto di partenza “per analizzare e studiare ciò che gli hacker potrebbero fare sulle reti degli smartphone, ma anche uno studio utile per comprendere e limitare i danni causati da eventuali interruzioni di rete per difetti informatici, disastri naturali o atti di terrorismo” concludono i ricercatori.
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lunedì 8 ottobre 2012
App tutti ce l'hanno tutti le usano ma cosa sono davvero?http://nbtimes.it/prime/13888/app-tutti-ce-lhanno-tutti-le-usano-ma-cosa-sono-davvero.html
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mercoledì 26 settembre 2012
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